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Ligabue Magazine oltre 30 anni di passione per la conoscenza

Come naturale proseguimento del percorso iniziato dal Centro Studi Ricerche Ligabue fin dal 1981, dal 1° gennaio 2017 il Magazine sarà edito dalla “Fondazione Giancarlo Ligabue”, in continuità con l’impegno divulgativo che da sempre lo ha contraddistinto. Ogni numero del Magazine è preparato e organizzato come un’esplorazione geografica e scientifica. E se pure usiamo la modernità delle mappe satellitari e degli strumenti elettronici non siamo esenti, anzi, dal confrontarci con i rischi del clima, l’umana fatica fisica, le incertezze dell’ambiente. Costruire il Magazine equivale a percorrere tratti inesplorati - o anche rifare piste poco o appena tracciate - con la certezza che curiosità e passione intellettuale per la divulgazione siano l’unica nostra bussola.

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Ligabue Magazine, cosa puoi trovare

Quando il figlio del signor Krull, un industriale di famiglia prussiana, che operava a Venezia e Treviso, mi mostrò per la prima volta una punta di freccia di pietra rimasi sorpreso. Lo fui maggiormente - ero un ragazzo poco più - quando egli cominciò a raccontarmi la storia di quella punta che aveva trovato sui fianchi del Montello, una sommità in provincia di Treviso e le vicende che quella pietra scheggiata poteva raccontare. Apparentemente la sua era solo la descrizione di un oggetto: in verità conteneva la storia di un uomo, di tanti uomini, una comunità che ci aveva preceduto lasciando proprie testimonianze.
Da allora non ho più smesso di continuare a leggere le tracce antiche che ho trovato vicino a casa, confrontandole con quelle lasciate da uomini, animali, esseri viventi o fossili in tutto il mondo.
G. Ligabue

Ligabue Magazine, articoli e fotografie esclusive

Quando il figlio del signor Krull, un industriale di famiglia prussiana, che operava a Venezia e Treviso, mi mostrò per la prima volta una punta di freccia di pietra rimasi sorpreso. Lo fui maggiormente - ero un ragazzo poco più - quando egli cominciò a raccontarmi la storia di quella punta che aveva trovato sui fianchi del Montello, una sommità in provincia di Treviso e le vicende che quella pietra scheggiata poteva raccontare. Apparentemente la sua era solo la descrizione di un oggetto: in verità conteneva la storia di un uomo, di tanti uomini, una comunità che ci aveva preceduto lasciando proprie testimonianze.
Da allora non ho più smesso di continuare a leggere le tracce antiche che ho trovato vicino a casa, confrontandole con quelle lasciate da uomini, animali, esseri viventi o fossili in tutto il mondo. La mia  storia, così come quella del Centro Studi e Ricerche Ligabue, comincia proprio dalla curiosità che un altro uomo mi ha trasmesso. Insieme avevamo cercato di capire chi avesse costruito, posseduto, usato quella freccia;  e conoscere anche il paesaggio dove quell’essere viveva, come si alimentava, in che cosa credeva, come poteva comportarsi di fronte alle difficoltà. Negli anni sono diventati parte della mia vita e dei miei studi. Domande (e risposte anche) che ho condiviso con tanti amici, collaboratori, scienziati in centinaia di esplorazioni, viaggi, ricerche, scoperte.
È stata una fortuna che abbiamo voluto - noi del Centro Studi - condividere con più persone possibile. Per questo sono nati i libri, i film, questa rivista. Il primo numero del “Magazine” è uscito trent’anni fa. Non esistevano i cellulari, non c’erano i personal computer, non si parlava di internet; perfino le ricerche dei laboratori apparivano modeste. Ci guidava però la fede in una scienza che desse spiegazioni, in una ricerca che parlasse della vita dell’uomo, in uno sforzo che potesse aiutarci a capire il nostro ambiente e il nostro futuro. Per questo abbiamo viaggiato, fotografato, scritto. Abbiamo salutato e raccontato l’Uomo Nuovo che ogni volta incontravamo, in scenari a volte misteriosi, a volte degradati. L’uomo e i suoi strumenti, la sua arte, le sue culture. Il Centro Studi ha sempre agito consapevole che il percorso di scoperta è quello che si fa nei bordi, comprendendo le sfumature, ascoltando i piccoli suoni, intercettando le ultime vibrazioni che stanno scomparendo nelle lingue e nei segni delle culture. Il “Ligabue Magazine” è così diventato mappa del nostro esistere e delle nostre comuni emozioni perché credo che i sentimenti della scoperta esistano davvero solamente se c’è condivisione.
Per questo, dopo trent’anni, continuiamo ad essere la rivista di chi percorre le vie del mondo.

Giancarlo Ligabue

Direttore Editoriale - Alberto Angela

Nato a Parigi nel 1962, dopo essersi diplomato in Francia si iscrive al corso di Scienze Naturali all'università La Sapienza di Roma, laureandosi con lode ed un premio per la tesi, poi pubblicata. Ha frequentato diversi corsi di specializzazione in università americane (Harvard, Columbia University, UCLA), approfondendo la paleontologia e la paleoantropologia.

Per oltre 10 anni, ha svolto attività di scavo e di ricerca sul campo partecipando a spedizioni internazionali nella Repubblica Democratica del Congo (1983 e ‘84); in Tanzania (1986, ‘87 e ‘88); nel Sultanato dell’Oman nell'89, in Etiopia e in Mongolia nel deserto del Gobi, alla ricerca anche di resti di dinosauri e di mammiferi primitivi (1991). Nel 1986 ha partecipato alla spedizione e allo scavo nella Gola di Olduvai, che hanno portato alla scoperta dei resti fossili di un ominide vissuto 1,8 milioni di anni fa (OH62).
All’attività di studioso ha fatto seguito la professione, per la quale è più noto, di divulgatore scientifico, in particolare attraverso la televisione (Passaggio a Nord Ovest, Superquark e Quark Speciale, Ulisse - Il piacere della scoperta e diversi altri).

Ha realizzato in questo settore riprese e servizi in tutti i continenti, su siti archeologici e paleontologici, centri di ricerca, santuari naturalistici e anche su etnie e culture in via di estinzione.
Assieme al padre ha scritto vari libri di divulgazione scientifica e collaborato con vari quotidiani e periodici.
È membro dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, del Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia.
La sua attività di divulgatore scientifico è stata riconosciuta da prestigiosi premi nazionali ed internazionali.

Alcuni degli Autori

Fulco Pratesi. Giornalista, ambientalista, illustratore, fondatore del WWF Italia di cui è ora presidente onorario.
Donald C. Johanson. Membro del CSRL, scoprì negli anni ’70 l’Australopiteco Afarensis soprannominato Lucy.
Margherita Hack. Astrofisica e divulgatrice scientifica.
Vassos Karagheorghis. Uno  dei massimi archeologi ciprioti.
Philippe Taquet. Membro del CSRL, paleontologo francese, Presidente dell’Accademia di Scienze di Francia.
Alvise Zorzi. Scrittore e giornalista veneziano, membro del comitato Unesco per Venezia.
Jane Goodall. Primatologa, etologa, antropologa; una delle più grandi esperte del mondo animale degli scimpanzè.
Eibl-Eibelsfeldt. Allievo di Konrad Lorenz, dalle sue osservazioni è nata la disciplina dell’etologia umana.

E ancora...
VIVIANO DOMENICI,FULCO PRATESI,MAURIZIO LEIGHEB,ALBERTO ANGELA,GIOVANNI CAPRARA,FEDERICO KAUFFMANN DOIG,DONAL C. JOHANSON,GIANDOMENICO ROMANELLI,FRANCO CIMMINO,DESMOND CLARK,MARIO POLIA,VIKTOR SARIANIDI,NICOLAS TOTH,GIUSEPPE OREFICI,LUCIA SIMION,GIULIANO ROMANO,ANTONIO PAOLILLO,FRANCESCO MALERBA,ROLANDO MENARDI,VASSOS KARAGHEORGIS,MONICA CENTANNI,FRANCESCA MASCOTTO,HENRI – PAUL FRANCFORT,ALVISE ZORZI,IRENAEUS EIBL-EIBESFELDT,GUENTHER KONRAD,MARGHERITA HACK,PHILIPPE TAQUET,JANE GOODALL,LUCA L. CAVALLI SFORZA,PIERO ANGELA,C.C. LAMBERG KARLOVSKY,AGNES BENOIT

Ogni numero del Magazine è preparato e organizzato come un’esplorazione geografica e scientifica. E se pure usiamo la modernità delle mappe satellitari e degli strumenti elettronici non siamo esenti, anzi, dal confrontarci con i rischi del clima, l’umana fatica fisica, le incertezze dell’ambiente. Costruire il Magazine equivale a percorrere tratti inesplorati - o anche rifare piste poco o appena tracciate - con la certezza che curiosità e passione intellettuale per la divulgazione siano l’unica nostra bussola.

Ogni lettore che compie con noi un viaggio tra gli articoli e le immagini sa che davanti a tutto ci sono voglia di conoscere e capire. I testi, le fotografie sono impastati di incontri con le persone, i luoghi vissuti in prima persona, le storie, le leggende, gli oggetti e i documenti confrontati ogni volta.
La ricetta di un successo che dura da trent’anni ha bisogno di mappe reali e virtuali, di ricerca scientifica, mescolata qualche volta anche ad un po’ di “serendipintà” che – sappiamo tutti - favorisce scoperte e svelamenti.

E’ stato così, sempre, per tutti gli studiosi e i collaboratori del Centro Studi Ligabue che hanno fatto della ricerca - per deserti, montagne e foreste del mondo, nei laboratori, nei musei, nelle università - e della costanza di studio il metodo condiviso.

Il Magazine nasce dai suggerimenti che Alberto Angela riporta ad ogni suo viaggio, dalle lettere che ci arrivano da archeologi del Perù, dalle idee degli scienziati che vivono tra i ghiacci del Polo Sud, dagli stimoli a narrare dei biologici che leggono i segni dell’evoluzione e dei cambiamenti, dagli storici che sanno far rivivere archivi e documenti.

Ma anche dagli inviti che i lettori offrono alla redazione, dalle idee che giovani studiosi o ricercatori portano all’interno del Centro Studi; perfino dalla curiosità di confrontare alcune storiche ricerche con metodi e strumenti nuovi.
Ogni numero del Magazine - come accadeva in passato per i cartografi che dovevano conoscere e verificare tutto dei nuovi confini del mondo - viene poi sottoposto dalla redazione e dai grafici ad un lungo continuato test di qualità prima di arrivare alla tipografia, o al web.

Per questo - che si tratti di ricerche archeologiche nelle antiche sepolture delle steppe asiatiche, dell’evoluzione delle specie, della storia delle scoperte geografiche, dei viaggi di antropologi e ricercatori, dell’intimità dei percorsi nella cultura veneziana, o delle vertigini dell’astronomia - il Magazine è un compagno di viaggio insostituibile.

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