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15 Settembre 2018 - 20 Gennaio 2019 Idoli - Il potere dell'immagine Venezia
La Mostra

Un viaggio nel tempo e nello spazio.
La “Rivoluzione neolitica” e la raffigurazione umana.
La scoperta dell'anima.

A Venezia dal 15 settembre 2018 al 20 gennaio 2019


Oltre 100 opere tra Occidente e Oriente, dalla Penisola Iberica alla Valle dell’Indo, dalle porte dell’Atlantico fino ai remoti confini dell’Estremo Oriente, dal 4000 al 2000 a. C. L’alba della civiltà.

Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito la necessità di rappresentare la figura umana: con i graffiti e le pitture murali, ma anche in forma tridimensionale.
Da quei lontanissimi tempi, fin dall’età paleolitica, ci è giunta un’immensa quantità di statuette realizzate in diversi materiali riproducenti tratti umani.
Quale fosse il loro significato - valore simbolico, religioso o di testimonianza, espressione di concetti metafisici, funzione rituale o “politica” - e quali soggetti realmente rappresentassero, rimane ancora un mistero.
La mostra IDOLI (dal greco eídolon, immagine) - promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, istituita nel 2016 da Inti Ligabue, e curata da Annie Caubet, conservatrice onoraria del Musée du Louvre - ci propone un viaggio affascinante nel tempo e nello spazio: il primo tentativo di confronto dall’Oriente all’Occidente, di opere raffiguranti il corpo umano del 4000-2000 a.C.
Attraverso 100 straordinari reperti – alcuni eccezionali per l’importanza storico-scientifica e la rarità – e grazie ad un apparato didattico coinvolgente, sarà possibile percorrere un ampio spazio geografico, che si estende dalla Penisola Iberica alla Valle dell’Indo, dalle porte dell’Atlantico fino ai remoti confini dell’Estremo Oriente, in un’epoca di grande transizione, in cui i villaggi del Neolitico si evolvono a poco a poco nelle società urbane dell’Età del Bronzo.

La cosiddetta “Rivoluzione neolitica” è epocale: segna il passaggio da clan e tribù a società più complesse, vede l’avvento di nuove tecnologie e della lavorazione dei metalli, l’affermarsi delle prime forme di scrittura in diversi centri, l’avvio di reti commerciali e dei relativi traffici anche tra popoli molto distanti, che in tal modo intensificano i rapporti e gli scambi di merci e materiali, di idee e forme espressive.
In questo contesto si collocano le misteriose rappresentazioni della figura umana qui esposte, di cui quattordici appartenenti alla Collezione Ligabue, le altre provenienti da collezioni private internazionali e da importanti musei europei: l’Archäologische Sammlung der Universität Zürich, l’Ashmolean Museum of Art and Archaeology - University of Oxford, il Musées Royaux d’Art et d’Historie di Bruxelles, la Congregazione Armena Mechitarista dell’isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia, il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe, il MAN-Museo Arqueológico nacional di Madrid, il Polo Museale della Sardegna - Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, i Musei Civici di Padova - Museo Archeologico, il Department of Antiquities Cyprus a Nicosia e il Musée d’Archéologie Nationale et Domaine National de Saint-Germain-en-Laye.
Dapprima saranno quasi esclusivamente figure femminili, poi con l’affermarsi di società sempre più strutturate, saranno soprattutto gli uomini a divenire protagonisti: dei, sovrani, eroi.
Sarà sorprendente vedere come, in parti del mondo tra loro lontanissime, si affermino tradizioni e forme di rappresentazioni simili o si ritrovino materiali necessariamente giunti da paesi distanti, eppure già in relazione tra loro: l’ossidiana della Sardegna e dell’Anatolia, i lapislazzuli importati dall’Afghanistan, l’avorio ottenuto dalle zanne degli ippopotami dell’Egitto o delle Coste del Levante.
La mostra prende in esame gli idoli da un punto di vista estetico, a partire tuttavia da una solida base storica e archeologica, che si amplia ulteriormente nel catalogo dell’esposizione (Skira) grazie al contributo di esperti di levatura internazionale. Viene così proposto un confronto tra caratteri fissi e condivisi e aspetti variabili, visti dalla duplice angolazione dell’antropologia e dell’estetica.
Tra i fattori comuni va annoverata la qualità artistica: “gli individui che realizzarono quelle sculture - scrive la Caubet - erano artisti dotati di grande talento, che muovendosi tra il rispetto dei modelli tradizionali e la creazione innovativa, seppero comunque lasciare un segno”.
Figure simili all’apparenza, rispondenti a codici iconografici analoghi, sono in realtà ciascuna un unicum nelle proporzioni, nei particolari, nel fascino, grazie al tocco dell’artista.
L’esposizione a Palazzo Loredan,Venezia ci mostrerà - provenienti dalle Isole Cicladi, dall’Anatolia Occidentale, dalla Sardegna, ma anche dall’Egitto, dalla Spagna, dalla Mesopotamia o dalla Siria - le famose “Dee Madri” (raffigurazioni femminili particolarmente prospere nei seni e nei fianchi, simbolo forse del potere della Terra, della Maternità e della Fertilità) e gli idoli astratti e geometrici che tanto affascinarono gli artisti del Novecento; oppure i cosiddetti “idoli oculari” o idoli placca, nati dalla fascinazione esercitata dall’occhio come espressione della presenza spirituale. Non più solo esseri dall’identità ambigua, in particolare dal punto di vista del sesso (figure femminili androgine, presenza contemporanea di organi sessuali maschili e femminili, ecc.) né solamente espressione di principi divini, ma anche uomini mortali, reali - spesso colti in atteggiamento orante - e nuove divinità create a immagine dell’uomo.
Quello che invece non cambia è il bisogno dell’individuo e della società di esprimere, con manufatti o con opere d’arte, le proprie paure, le proprie speranze, la propria fede.
 Tutte le statuette in mostra, che riportano talvolta i segni delle ripetute manipolazioni o di riparazioni coeve - a dimostrazione di un loro utilizzo costante e di un ruolo chiave negli eventi sociali e religiosi ricorrenti - sono dunque custodi di storie e miti di straordinaria suggestione; testimoni di usi e di bisogni simili e, in seguito, di quel “grande arazzo di culture interconnesse” che si venne a creare tra la fine del IV e per tutto il III millennio a.C.
Non possiamo non farci affascinare dalle figure steatopigie dell’Arabia, o dalle statuette cicladiche dalla sessualità ibrida o ancora dalle più enigmatiche sculture della preistoria cipriota, quelle statuine stanti del tipo plank-shaped (con i tratti del volto resi da una molteplicità di segni geometrici incisi, l’abbigliamento elaborato e spesso del tipo “a due teste”), di cui sono in mostra importanti esemplari del Museo Archeologico di Nicosia; o ancora dalla visione naturalistica ma idealizzata che si sviluppa in Mesopotamia nell’Età del Bronzo.
I geni raffigurati in questo periodo dagli artisti della Civiltà dell’Oxus, sviluppata in Asia centrale (complesso Battriano-Margiano), narrano di battaglie cosmiche, di esseri dalla doppia identità animale e umana, ricompongono i fili
del racconto mitologico ove il “Drago dell’Oxus” - detto anche “Lo Sfregiato” per il profondo squarcio che gli deturpa il volto - con il corpo coperto di squame di serpente, era la controparte selvaggia della “Dama dell’Oxus”: forse spirito astrale, forse principessa Battriana.
Non possiamo non farci sedurre dai miti di queste prime civiltà e dal potere dell’immagine.

INFORMAZIONI

Sede
Palazzo Loredan,
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti
Campo Santo Stefano, 2945
30124 Venezia (VE)

Vaporetto
Linea 1 o 2, fermata S. Samuele o Accademia

Orari
da martedì a domenica
10.00 - 18.00
Chiuso il lunedì

Info e Prenotazioni
Prezzi
Biglietto Intero € 8,00
Biglietto Ridotto € 7,00
Bambini dai 4 ai 12 anni € 4,00

acquista il catalogo

La mostra "Idoli" - dal greco eìdolon che significa immagine - promone ai visitatori un viaggio nel tempo e nello spazio per scoprire le raffigurazioni trimensionali del corpo umano create da artisti che vissero e lavorarono nel periodo compreso tra il 4000 il 2000 a.C.

I reperti esposti provengono da una vasta area geografica che si estende da Occidente a Oriente, dalla penisola iberica alla valle dell'Indo, dallo stretto di Gibilterra ai confini dell'Estremo Oriente. Il viaggio ci consentirà di individuare, anche attraverso il confronto tra le varianti locali di questi manufatti, i numerosi tratti che popoli di religioni lontane avevano in comune.

Alcuni Reperti

attività didattiche

Per classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono previste visite guidate e laboratori didattici dedicati, della durata totale di circa 2 ore

Attività per le scuole

Per classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono previste visite guidate e laboratori didattici dedicati, della durata totale di circa 2 ore, ad un costo di 5,00 € per ciascuno studente (gratuità per gli accompagnatori fino ad un massimo di 3 per classe).
Le attività sono disponibili, previa prenotazione, nelle mattine di: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30

Scuole Primarie

Occhi e geometrie
(realizzazione idoli in argilla) Quando e perché l’uomo antico ha iniziato a sentire l’esigenza di rappresentare degli idoli antropomorfi? Quali sono differenze e somiglianze nelle diverse parti del mondo? Dagli idoli-placca a quelli dai grandi occhi, dalle figure allungate a quelle a forma di violino, analizzeremo i diversi modi di intendere il corpo e creeremo un personalissimo manufatto in argilla!

Il mercato delle pietre
(gioco a squadre sugli antichi scambi commerciali tra Oriente e Occidente) Il V millennio a.C. segna una profonda svolta nei rapporti commerciali: le rotte si ampliano, i centri urbani fioriscono, e le diverse culture vengono a contatto grazie agli scambi a lunga percorrenza attorno al Mediterraneo e oltre, fino all’Indo… In questo avvincente gioco a gruppi i bambini si misureranno con materiali preziosi, percorsi di terra e d’acqua, e mercati esotici!


Attività per le scuole

Per classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono previste visite guidate e laboratori didattici dedicati, della durata totale di circa 2 ore, ad un costo di 5,00 € per ciascuno studente (gratuità per gli accompagnatori fino ad un massimo di 3 per classe).
Le attività sono disponibili, previa prenotazione, nelle mattine di: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30

Scuole Secondarie di Primo Grado

I commerci nel Neolitico
(gioco da tavolo storico sugli antichi scambi commerciali) Il periodo di transizione dal Neolitico all’Età del Bronzo determina la nascita di centri urbani sviluppati, una fitta rete commerciale ed una società nuova: cambiano i paesaggi costieri, gli stili di vita, l’agricoltura e le tecnologie. I ragazzi saranno coinvolti in un gioco da tavola a squadre che permetterà loro di entrare nel vivo della “Rivoluzione Neolitica”!

Il corpo che abito
(realizzazione di un “io steatopigio” con argilla) Gli idoli antichi ci colpiscono profondamente per la varietà di modi in cui il corpo umano veniva rappresentato: talvolta reso in modo più realistico, talvolta portato quasi all’astrazione. Geometrico e squadrato o rotondeggiante e voluminoso, porta sempre con sé significati profondi e simbolismi. Riflettendo sull’idea di fisicità e della sua percezione ieri e oggi, realizzeremo un “io steatopigio” in argilla che ne stravolgerà i canoni!

Il Novecento e gli antichi idoli
(ispirandosi al gioco memory, verranno messe a confronto celebri opere del ‘900 con gli idoli a cui si ispirano) L’arte del ‘900 è stata profondamente influenzata dal gusto e dallo stile dei popoli antichi. Che cosa affascinava pittori e scultori delle avanguardie? Quali profonde connessioni esistono fra l’arte contemporanea e quella antica? Ispirandosi al gioco memory i ragazzi saranno invitati a mettere a confronto celebri opere del ‘900 con gli idoli a cui si ispirano.


Allestimento

La mostra impiega nuove vetrine espositive sviluppate appositamente per la Fondazione Giancarlo Ligabue. Le strutture, realizzate dalla Goppion di Milano - azienda leader mondiale nell’allestimento museale - sono state progettate per valorizzare in modo ottimale i reperti esposti e consentire una perfetta fruizione da parte dei visitatori. Grazie ad un sistema modulare, le vetrine possono adattarsi a differenti percorsi espositivi, consentendo alle mostre organizzate dalla Fondazione di sviluppare un fruizione degli spazi funzionale ed armonica. All’ingresso della prima sala sono subito posizionati dei grandi pannelli informativi che introducono il visitatore.

In collaborazione con
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